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Maestro Vasco Cattafesta

Vasco Cattafesta

Amico carissimo e grande Maestro sei stato il convinto fondatore di questa scuola nata per insegnare l'arte della mascalcia italiana alla luce delle tecnologie più moderne e delle più avanzate ricerche scientifiche.
A Te dedichiamo giorno dopo giorno il nostro lavoro e i risultati di volta in volta ottenuti.

Ciao, Pio

E' ARRIVATO IL CALDO

 

Con il primo anticiclone estivo le temperature si sono innalzate a picco andando a raggiungere valori assolutamente estivi, superiori alle medie stagionali.

Tutti ne soffrono, ma i più esposti sono proprio i nostri amici cavalli che d'improvviso si trovano a passare dai rigori dell'inverno alle calure estive.

In primo piano bisogna prestare attenzione agli abbeveratoi ed in generale al rifornimento d'acqua che deve essere il più possibile pulita e fresca. Evitiamo vasche di acqua stagnante e abbeveratoi riempiti una volta al giorno e lasciati poi magari al sole a disposizione degli animali; diventerebbero così dei veri allevamenti di insetti soprattutto zanzare che andranno poi a creare i fastidi e le irritazioni tipiche del periodo estivo.

Non bisogna sottovalutare per l'animale l'importanza della presenza dell'ombra motivo per cui in tutti i paddock è necessario che ci siano zone riparate dai raggi del sole o per l'effetto di opportuna vegetazione o per l'esistenza di coperture e ripari manufatti.

Soprattutto nel primo periodo dell'estate i raggi solari sono implacabili ed il cavallo è uno degli animali più esposti al colpo di sole e di calore, patologie che purtroppo troppo spesso vengono sottovalutate e non immediatamente riconosciute in quanto possono simulare sindromi coliche con conseguenti e a volte fatali errori terapeutici.

I cavalli scuderizzati in box invece passano improvvisamente dalle coperte al sudore. I cali di condizione sono evidenti soprattutto al momento dell' attività agonistica: un'attenzione particolare va quindi rivolta al ripristino di un adeguato equilibrio elettrolitico attraverso integratori specifici e una dieta corretta.

Ultimo, ma non ultimo tipico di alcune razze generalmente a crine grigio sono gli eritemi e le patologie da fotosensibilizzazione che non vanno sottovalutate e richiedono un immediato intervento veterinario.

I VERMIFUGHI

 
 Ormai è arrivata la primavera, la natura si risveglia ed è tempo di provvedere
alla prevenzione antielmintica. Un piano preventivo annuale prevede almeno quattro somministrazioni una ogni tre mesi alternando prodotti con principi attivi diversi per non selezionare ceppi parassitari resistenti.
Non ci si può esimere però di far effettuare un esame delle feci per verificare l'effettiva condizione del cavallo.
Si possono così evidenziare e tipizzare i parassiti eventualmente presenti e attuare la terapia mirata stilata dal Veterinario di fiducia.
Ora però ATTENZIONE: somministrato il medicamento bisogna assolutamente rimuovere le feci da box e paddock allontanandole dagli animali. Molti parassiti in fatti vengono espulsi non morti, ma soltanto “tramortiti” e in ambiente esterno possono rianimarsi e diventare nuovamente infestanti.
Dott. P. Giongo

I FIENI

In questo periodo si stanno utilizzando i fieni dell’ anno precedente in attesa del nuovo taglio (maggengo) e della sua fienagione.

Bisognerà quindi attendere agosto per poter somministrare le prime balle di fieno del 2018 e intanto…

Intanto tutti ci troviamo nelle pesti perché la produzione 2017 è stata quasi dovunque di cattiva qualità e di resa molto scarsa tanto da far schizzare alle stelle il prezzo del foraggio. Non solo, ma il prodotto che si trova sul mercato è troppo spesso di bassa qualità e i contaminanti secondari quali muffe e miceti sono invece all’ordine del giorno. Il cavallo è l’animale più sensibile ai contaminanti e la somministrazione di alimento non idoneo corrisponde puntualmente alla comparsa di patologie a carico non soltanto dell’ apparato digerente, ma anche di muscoli, cute, piede, scheletro ed addirittura di patologie a carico del sistema nervoso centrale.

Non è questa la sede per disquisire sui contenuti nutritizi di questo o di quel fieno, ma vogliamo porre l’accento non soltanto sui rischi alimentari, ma anche sulle ripercussioni a carattere generale dovute al fatto che il fieno rappresenta l’ alimento fondamentale e insostituibile per i nostri animali.

Che fare dunque? Possiamo supplire aumentando le quantità giornaliere di mangime? Assolutamente NO perché rischieremmo di esporre l’animale a squilibri alimentari capaci di causare coliche, ipereccitabilità, ulcere, laminite ecc.

Che fare dunque?

Purtroppo non abbiamo scelta dobbiamo rassegnarci a cercare elementi costosi, ma di sicura qualità. Possono ben venirci in aiuto i preparati a base di fieni precompressi, wafer o similari che pur nei limiti del loro confezionamento e dei loro costi costituiscono l’unico sostituto qualitativo reperibile sul mercato.

IL MAL DEL LUNEDI'

 

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In origine questa “malattia” veniva chiamata “mal del lunedì di Pasqua” ecco perchè ne parliamo proprio oggi.
E' conosciuta anche con altri nome più tecnici quali: rabdomiolisi da sforzo, azoturia, tying up ecc. E' clinicamente caratterizzata da improvvisa andatura rigida, difficoltà di movimento e respiratoria, gonfiori dei muscoli interessati.
Il cavallo suda profusamente, ha dolore al movimento e respira sbanfando.
All' esame del sangue gli enzimi muscolari hanno valori altissimi, spesso c'è squilibrio nelle determinazioni dei sali minerali ed anche i valori di azotemia risultano anomali. Le urine sono sublimpide e brunastre.
La malattia deriva da errori di allenamento, con sforzi eccessivi e esercizio non costante accompagnato da sovraccarichi alimentari soprattutto da un'eccessiva quota di cereali.
Il cavallo ai primi sintomi deve essere fermato e con molta attenzione riaccompagnato in scuderia dove immediatamente va attuata una terapia atta a fluidificare il sangue, riequilibrare il patrimonio elettrolitico e dar così possibilità all' animale di ricostituire le fibre muscolari degenerate. 
Mal del lunedì di Pasqua perchè un tempo, da poco ripresa l' impegnativa attività agricola di primavera, i cavalli venivano lasciati in posta per 2 giorni consecutivi (Pasqua e Pasquetta) mantenendo però la normale razione di cibo. Al martedì, alla ripresa del lavoro,esplodeva la malattia.

 

 

 

 

PERCHE' LA NOSTRA SCUOLA

 

Il mondo del cavallo ha sempre più bisogno di professionisti preparati e tecnicamente validi in grado di osservare e correttamente interpretare quel che il cavallo ci sta comunicando con il suo preciso linguaggio non verbale.

Nei nostri corsi teoria e pratica si fondono per dare una preparazione completa e professionale al servizio dell'equino.

La nostra scuola si fonda su poche semplici parole:

"SE ASCOLTO DIMENTICO

SE VEDO RICORDO

SE FACCIO CAPISCO"

Vi aspettiamo numerosi!

Per informazioni: Piermario Giongo - 337799395

Grazia Pagnozzi- 3358313311

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15 OTTOBRE 2016

Oggi la nostra scuola ha dato vita a un accordo con UCIF (un cavallo in famiglia) offrendo il nostro pacchetto formativo a condizioni particolari.

Per informazioni: Piermario Giongo - 337799395